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Nella notte di San Lorenzo verrà consegnata alla scienziata Violette Impellizzeri una bottiglia storica di vino prodotto a Mothia dall’Irvo con la consulenza di Giacomo Tachis

Articolo di MARIA ANTONIETTA PIOPPO da: la Repubblica del 09 agosto 2019

Vino, siti e vitigni archeologici. Tutto all’interno di una cornice culturale. Queste le nuove frontiere dell’Irvo, Istituto regionale del vino e dell’olio. Nell’ambito delle Dionisiache, in corso al teatro di Segesta Calatafimi, la sera del 10 agosto, in occasione della notte di San Lorenzo, in collaborazione con il Comune di Calatafimi Segesta, il Gal Elimos e alla presenza tra gli altri della direttrice del Parco archeologico Rossella Giglio, verrà consegnata alla scienziata Violette Impellizzeri una bottiglia storica di un vino da uve Grillo prodotto sull’isola di Mothia dall’Istituto con la consulenza di Giacomo Tachis, il compianto enologo di fama mondiale. Sul palco, a consegnare il premio, il direttore dell’Irvo Vincenzo Cusumano.

“È nostra intenzione legare la cultura materiale, quella del vino, a quella della valorizzazione dei siti archeologici siciliani. Una vicinanza che esprimiamo con la nostra presenza e in questo caso specifico con la premiazione a questa scienziata siciliana di fama mondiale esperta in cosmologia e buchi neri. Ma non finisce qui – spiega soddisfatto Cusumano – c’è l’ipotesi di poter intervenire in Segesta come in altri siti archeologici poiché c’è un’idea progettuale di poter valorizzare dei vitigni storici nei siti archeologici per poter mostrare ai turisti come si allevavano determinate varietà in epoca ellenica, romana eccetera”.


Cultura e vino, dunque, alla base di questo progetto in fase embrionale che vedrebbe coinvolti i vari siti archeologici siciliani. E frattanto, aspettando nuovi sviluppi, la Notte delle Stelle si brinderà con i vini offerti dall’azienda Tenute Orestiadi di Gibellina accompagnati da pane e olio di Premiati Oleifici Barbera.

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