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La situazione di campo è eterogenea, caratterizzata da estremi ancora buoni (Sicilia Orientale, Etna,) o accettabili a condizioni opposte in cui, causa la malattia, la produzione è compromessa al 30 % ed anche oltre in areali circoscritti (Area colline interne e Sicilia centro occidentale). I contesti peggiori ovviamente sono legati alla frequenza delle piogge (piovosità media mese di giugno circa 62 mm. contro una media di 12 mm. registrata nel periodo 1981-2010), alla sensibilità varietale (Grillo, Nero d’Avola, Inzolia, Chardonnay, Malvasia Bianca), ma al contempo a linee di difesa non sempre adeguate.

Ad oggi, in generale, sono presenti macchie sporulanti sulla vegetazione nuova ed acini imbruniti (peronospora larvata). Permane il rischio della proliferazione del fungo e di un parallelo peggioramento dello stato dei grappoli. Per ora purtroppo è ancora necessario mantenere protetto il vigneto, senza allungare i turni di intervento, rinnovando la protezione ed optando, nelle situazioni con infezioni attive, formulati più performanti ad azione specifica.

Peronospora larvata Quando l'infezione si manifesta sui grappoli i cui acini sono già ingrossati o già invaiati, non compare alcuna muffa; questi, subiscono una forte disidratazione, imbrunendo e disseccandosi.

La carta delle anomalie di pioggia (cumulata mesi Marzo-Maggio 2018), rende bene l’idea dove sono presenti i danni maggiori dovuti alle infezioni peronosporiche; la temperatura come noto, alla nostra latitudine, non gioca un ruolo limitante lo sviluppo e diffusione delle infezioni del fungo Plasmopara viticola.

Il grafico e la cartografia sono tratti dal sito della Regione Sicilia www.osservatorioacque.it

Dr. Felice Capraro